Chiesa di Santa Maria Assunta
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SANTA LUCIA

chiesa di

Santa Lucia - 13 Dicembre

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la sua

STORIA

La Parrocchia dei Santi Giacomo e Lucia è stata costituita dal Vescovo Gaetano Michetti con decreto del 15 dicembre 1987 accorpando le parrocchie di S. Giacomo Apostolo con quella dei Santi Paterniano e Lucia, che già godevano di una lunga e gloriosa storia.

La prima aveva in antico il titolo di S. Giacomo Maggiore e S. Biagio Vescovo e Martire, ma già da prima del 1574, conservava soltanto quello di S. Giacomo. Era la parrocchia più piccola della città, ma anche una delle più antiche, avendo fornito la denominazione da tempo immemorabile (forse all’inizio dell’era comunale) ad uno dei quattro quartieri in cui era diviso l’abitato cittadino. Della sua antichità fanno fede una Bolla di Papa Alessandro II del 1062 conservata nell’Archivio del Monastero di S. Michele di Pisa, un privilegio di Papa Lucio III del 1184, oltre a un antico Istrumento Notarile del 1218 e ad un altro privilegio di Papa Alessandro IV del 1259. Dalla pianta topografica del Blaeu si riscontra che la chiesa era al centro dell’attuale Piazza Olivieri e isolata, con la facciata verso la via Almerici e l’abside verso via Sabbatini. Essendo poi cadente per la vetustà e i sinistri dovuti a scadimento ed intemperie, nel 1678 fu riedificata nella posizione attuale. La ricostruzione fu terminata verso la fine del ‘600. In essa si conservano diverse opere artistiche, tra cui la Pala d’altare attribuita a Giovanni Santi, oltre al monumento funerario del celebre erudito Annibale Degli Abati Olivieri, realizzato dallo scultore Sebastiano Pantanelli su disegno di Gian Andrea Lazzarini. Dal 2015 funge da Chiesa dell’Adorazione al posto della chiesa della Maternità.

La chiesa parrocchiale, intitolata a Santa Lucia, che risale ai tempi delle Signorie, è quella che era dedicata alla Maternità di Maria SS.ma (Via della Maternità) e dal 1933 era divenuta Chiesa dell’Adorazione. Ancora il suo portale in pietra bugnata conserva lo stemma dei Della Rovere e la scritta “Santa Lucia”. Essa subì vicende complicate: era nel quartiere di S. Giacomo, affiancata da un lato da un magazzino del nobile Annibale degli Abbati Olivieri, dall’altro dalla casa di abitazione del Signor Francesco Zacconi e, negli altri due lati, dalla strada. La Parrocchia di S. Lucia, che aveva sede da tempi remoti in questa chiesa, aveva un vasto territorio che si estendeva fino alla località San Giorgio oltre San Pietro in Calibano e Santa Veneranda, poi stralciato con l’istituzione della Parrocchia di S. Pietro in Calibano nel 1665/66. Fu il Visitatore Apostolico Mons. Ragazzoni, Arcivescovo di Famagosta, mandato da Papa Gregorio XIII nell’anno 1574, a decretare che venisse eretta, per la dovuta cura dei fedeli, la parrocchia di San Pietro in Calibano (Cfr.: G. Allegretti, La visita apostolica della diocesi di Pesaro (1574), in “Frammenti” 2, pp.74-76). Ma il decreto ebbe esecuzione solo nel 1665, e alla parrocchia di Santa Lucia fu conservato il diritto di decimare, con l’obbligo però di corrispondere annualmente a S. Pietro in Calibano 10 staia di grano. Intanto nel 1609 i Padri Chierici Teatini avevano eretto lungo l’attuale Via Passeri, sulle fondamenta gettate dalla Confraternita della Croce, oltre ad un convento, anche una chiesa che intitolarono a S. Carlo Borromeo (la prima nel mondo cristiano dedicata a tale Santo) e consacrarono nel 1611, ma non fu mai parrocchia, essendo nel territorio giurisdizionale di S. Lucia. Con l’indemaniamento del 1810 da parte del Regno d’Italia napoleonico, la chiesa di S. Carlo fu concessa alla parrocchia di S. Lucia ed il convento fu ceduto al Regio Demanio. Nel 1816 avvenne il trasferimento del capitolato di S. Lucia da questa chiesetta (della Maternità) a quella intitolata S. Carlo Borromeo. Da allora la chiesa di S. Carlo Borromeo perse il proprio titolo ed assunse quello di Parrocchia dei Santi Paterniano e Lucia. Dopo il 1860, l’Abate don Vincenzo Ortolani, parroco di detta Parrocchia dei Santi Paterniano e Lucia, acquistò dal Demanio l’ex convento degli Oblati di San Carlo, e vi trasferì la casa parrocchiale, costituendo nell’ala retrostante, sulla via oggi detta “Del Teatro”, tre Benefici Ecclesiastici per altrettanti sacerdoti a servizio della parrocchia.

Il Vescovo Gaetano Michetti con decreto del 15 dicembre 1987 accorpò la parrocchia dei Santi Paterniano e Lucia con quella di S. Giacomo Apostolo, e dall’unione nacque la Parrocchia dei Santi Giacomo e Lucia.

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