DOMUS 28 FEBBRAIO 2021

II domenica di Quaresima

“Fu trasfigurato davanti a loro

e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime…”

( Mc. 9, 2-3)


MESSAGGIO DELLA DOMENICA


Nella Trasfigurazione le vesti di Gesù divennero bianchissime, uno sfolgorio di luce. La festa della Trasfigurazione, che noi cattolici celebriamo il 6 agosto, nella Chiesa orientale è grandissima, almeno quanto la Pasqua perché indica il destino pasquale, trasfigurato, dei cristiani. Festa di luce, la trasfigurazione ripercorre la festa della croce: via lucis est via crucis. Anche i monti sono accomunati: Calvario e Tabor. Non a caso l'episodio è inserito, nella nostra liturgia, durante il periodo di Quaresima, ma la Trasfigurazione ha la stessa profondità di significato nella Chiesa d'oriente che la considera icona della liturgia, perché è contemplazione della gloria del Signore. Le vesti di Gesù diventano bianche splendenti. Lo splendore del corpo si comunica anche alle vesti che sono il segno della misericordia di Dio che ricopre la nudità dell'uomo. Nella Resurrezione la veste non viene tolta, ma diventa "gloriosa" come il corpo di Gesù.

La Chiesa nella liturgia può essere vista come veste del corpo di Gesù; diventa così partecipe della sua gloria. In tutto il Vangelo la voce del Padre si ode solo due volte. Una volta dopo il Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano e la seconda nel Vangelo di oggi. In entrambi i casi il Padre dice e conferma la stessa cosa: Gesù è il Figlio prediletto e noi dobbiamo ascoltarlo. Se il Padre ha detto solo questo, significa che in questo c'è tutto perché il Figlio è la Parola che svela pienamente chi è Dio e se noi l'ascoltiamo diveniamo, in Lui, figli dello stesso Padre. La Trasfigurazione di Gesù mostra in anticipo ciò che allo stesso modo noi saremo grazie alla passione, morte e resurrezione di Gesù. Nella domanda che si pongono i tre discepoli – che cosa volesse dire risuscitare dai morti – c'è l'ambivalenza dei significati che porta in sé il mistero della Trasfigurazione: la luce e l'oscurità, la parola e il silenzio, lo splendore e l'angoscia, la paura e il conforto. È il mistero di Dio che non è solo di luce, ma anche di buio. L'ombra creata dalla luce preannunzia la spada, la sofferenza. Il mistero di cui veniamo resi partecipi è un mistero di vita e di morte. Questo mistero gli apostoli-testimoni, Pietro Giacomo e Giovanni, lo vivranno in prima persona, dopo essere stati testimoni privilegiati di alcuni episodi-chiave della vicenda di Gesù: la resurrezione della figlia di Giairo, la Trasfigurazione, il discorso sulle "cose ultime" sul monte degli Ulivi, l'agonia nell'orto. La trasfigurazione è spesso rappresentata dagli artisti. Famosissima quella del Beato Angelico, a Firenze. Cristo apre le braccia come sulla croce, alto sopra un monticello roccioso simile al calvario, abbagliante di luce nelle sue vesti candide. Il volto è intenso e assorto; lo sguardo è rivolto al futuro, alla passione e alla risurrezione. Intorno a lui, immersi nella sua luce, i personaggi del racconto evangelico: Mosè, Elia e i tre discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni. La Trasfigurazione è luce abbagliante. Lo fu per i tre apostoli presenti sul monte Tabor; lo è ancor più per noi, abitanti della città secolarizzata, invitati ad ascoltare e a prestare fede alla voce del Padre nella nube. E questo basta. La Trasfigurazione ha innanzitutto a che fare con la santità perché è l'anticipazione della resurrezione, che è lo stile di vita del cristiano incamminato sulla via della santità: pur in mezzo a difficoltà e smarrimenti, egli vive come "risorto", trasfigurato.

Come per i tre discepoli che con Gesù discendono dal monte, anche per noi sono lecite le domande su cosa significhi "risorgere dai morti". Questo tempo di Quaresima, proteso verso la Pasqua, ci porti – prima ancora della risposta – il beneficio della stessa domanda che è provocazione a cercare e trovare nella croce e nel dolore il segreto della gioia e della vita. La croce è' il mistero del Figlio di Dio; è anche il mistero di tutti gli uomini.


MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO

PER LA QUARESIMA 2021

Nel nostro cammino di Quaresima continuiamo a farci accompagnare e sostenere dal Messaggio che papa Francesco ci offre con tanta generosità e sollecitudine paterna.

In questo tempo di Quaresima, accogliere e vivere la Verità manifestatasi in Cristo significa prima di tutto lasciarci raggiungere dalla Parola di Dio, che ci viene trasmessa, di generazione in generazione, dalla Chiesa. Questa Verità non è una costruzione dell’intelletto, riservata a poche menti elette, superiori o distinte, ma è un messaggio che riceviamo e possiamo comprendere grazie all’intelligenza del cuore, aperto alla grandezza di Dio che ci ama prima che noi stessi ne prendiamo coscienza. Questa Verità è Cristo stesso, che assumendo fino in fondo la nostra umanità si è fatto Via – esigente ma aperta a tutti – che conduce alla pienezza della Vita.

Il digiuno vissuto come esperienza di privazione porta quanti lo vivono in semplicità di cuore a riscoprire il dono di Dio e a comprendere la nostra realtà di creature a sua immagine e somiglianza, che in Lui trovano compimento. Facendo esperienza di una povertà accettata, chi digiuna si fa povero con i poveri e “accumula” la ricchezza dell’amore ricevuto e condiviso. Così inteso e praticato, il digiuno aiuta ad amare Dio e il prossimo in quanto, come insegna San Tommaso d’Aquino, l’amore è un movimento che pone l’attenzione sull’altro considerandolo come un’unica cosa con sé stessi (cfr Enc. Fratelli tutti, 93).

La Quaresima è un tempo per credere, ovvero per ricevere Dio nella nostra vita e consentirgli di “prendere dimora” presso di noi (cfr Gv 14,23). Digiunare vuol dire liberare la nostra esistenza da quanto la ingombra, anche dalla saturazione di informazioni – vere o false – e prodotti di consumo, per aprire le porte del nostro cuore a Colui che viene a noi povero di tutto, ma «pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14): il Figlio del Dio Salvatore.

( 2a parte – continua )

VIVONO IN CRISTO

In questi giorni il Signore ha accolto nella sua Casa di luce e di pace DINA MAGI MANCINI, MARCO CAPANNA, LEDA IACCHINI ANTOGNOZZI, ADAMO MANZAROLI

e FERRI GIUSEPPE.

La nostra Comunità Cristiana si stringe con affetto, nella preghiera, ai loro familiari.


CELLULE DI EVANGELIZZAZIONE.

Venerdì 5 marzo, come ogni primo venerdì del mese, le cellule parrocchiali di evangelizzazione si ritrovano in Cattedrale, alle ore 18, 30, per la celebrazione dell’ Eucaristia.



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in collaborazione con Giacomo Palombi