DOMUS 25 APRILE 2021

IV Domenica di Pasqua


“Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore

e le mie pecore conoscono me”

(Gv. 10, 14 )


Per la maggior parte di noi, oggi, è desueta e poco gradita l'immagine dell'uomo-pecora, che segue un pastore, perché l'uomo si percepisce come essere libero. Eppure, al di là della nostra sensibilità in materia di immagini di noi stessi, gli spazi lasciati alla nostra libertà sono sempre più ridotti. I mezzi di comunicazione, tanto per citare alcune delle nuove "guide", impongono veri e propri modelli culturali e comportamentali, limitando di fatto la libertà. I "modelli" sono i nuovi pastori, che tutti, come un gregge, desideriamo seguire e raggiungere, mentre ne restiamo eternamente sudditi inquieti e mai appagati.


Gesù propone un modello alternativo, decisamente. Ciò che dobbiamo imitare non sono i desideri degli altri – con i conflitti che ne seguono – ma quelli del Padre, che non è rivale di nessuno. Proprio Gesù, che è il Figlio che conosce l'amore del Padre, si propone come il vero pastore, il pastore-bello alla cui sequela diventiamo ciò che siamo: figli del Padre e fratelli fra di noi. Ai falsi pastori che diffondono la cultura dell'aggressione, della competizione, della rivalità e della violenza, Gesù oppone la sua persona di pastore che porta la cultura della fraternità e dell'amore. Solo così, finalmente, anche la nostra vita potrà essere libera e dunque bella.


Il buon pastore è conosciuto dalle pecore e dal Padre: "Conoscere" è "amare intensamente". Questo amore lo fa "buono", anzi "bello" ed è il segreto della sua forza; è quel "potere" e quel "comandamento" che egli ha ricevuto dal Padre, che gli permette di "porre" la sua vita per le pecore e per il Padre, come si depongono le offerte sull'altare. Una vita "deposta" per amore ha una fecondità senza limiti di tempo, di spazio, di cultura e religione; giunge fino ai confini della terra: "Ho altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche queste devo condurre".


Buon-pastore, dunque, nel senso di pastore-bello. Bello perché vero, autentico, buono.

È questa la bellezza che salverà il mondo. La contrapposizione tra Gesù e i mercenari sta nella risposta a questa domanda: quanto ti importa delle pecore? Le pecore sono di chi dà la propria vita per esse. Gli altri, quelli che le pecore non le conoscono perché non le amano, sono i briganti, i mercenari. La questione, allora, non è su chi sia il vero pastore, ma chi è per noi Gesù Cristo. Anche stavolta si giunge alla questione cruciale, alla domanda sulla fede. Ancora una volta Gesù diviene motivo di discussione e divisione tra le persone: non esiste nella storia elemento di più alta provocazione. La polemica su Gesù Cristo accompagna ogni generazione umana, non solo cristiana, e occupa il pensiero, il rimescolamento e la speranza di ogni anima.

VIVONO IN CRISTO

In questi giorni il Signore ha accolto nella sua Casa di luce e di pace ANNA MARIA SBROZZI e ARTURO COMINI. La nostra Comunità Cristiana si stringe con affetto, nella preghiera, ai loro familiari.


GIORNATA MONDIALE PER LE VOCAZIONI


Oggi, domenica 25 aprile, si celebra la 58a Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni. Tema conduttore proposto: “La santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due “. Papa Francesco, ispirandosi all’ Anno dedicato a S. Giuseppe, nel messaggio pubblicato in occasione di questa giornata (S. Giuseppe : il sogno della vocazione ) afferma:

“Dio vede il cuore (cfr 1 Sam 16,7) e in San Giuseppe ha riconosciuto un cuore di padre, capace di dare e generare vita nella quotidianità. A questo tendono le vocazioni: a generare e rigenerare vite ogni giorno. Il Signore desidera plasmare cuori di padri, cuori di madri: cuori aperti, capaci di grandi slanci, generosi nel donarsi, compassionevoli nel consolare le angosce e saldi per rafforzare le speranze. Di questo hanno bisogno il sacerdozio e la vita consacrata, oggi in modo particolare, in tempi segnati da fragilità e sofferenze dovute anche alla pandemia, che ha originato incertezze e paure circa il futuro e il senso stesso della vita. San Giuseppe ci viene incontro con la sua mitezza, da Santo della porta accanto; al contempo la sua forte testimonianza può orientarci nel cammino “.



2° INCONTRO SULLA FIGURA DI S. GIUSEPPE


Martedì 27 aprile, alle ore 21:00, è previsto il secondo incontro di approfondimento sulla figura e la testimonianza di S. Giuseppe.

Il dr. Paolo Drago approfondirà il tema : ‘Con cuore di Padre : riflessioni sulla paternità‘ .

La serata avrà luogo sulla piattaforma Zoom con ID 883 1459 8428 e PASSCODE 467124




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