DOMUS 14 FEBBRAIO 2021

VI domenica del Tempo Ordinario

“Se vuoi puoi purificarmi…Lo voglio, sii purificato!”

( Mc. 1, 40 -41)




MESSAGGIO DELLA DOMENICA

Una fede forte, convinta, quella del lebbroso che chiede la guarigione. Più potente ancora la determinazione di Gesù: "E subito la lebbra scomparve". In risposta alla quasi-provocazione del lebbroso ("se vuoi puoi purificarmi"), il Signore si mostra ben capace di compiere ciò che vuole, anzi non solo interviene sulla malattia (la lebbra), ma anche sulla sua dimensione spirituale (lo stato di "impurità"). Proprio questo aspetto spiega la riservatezza assoluta che Gesù esige dall'uomo purificato dalla lebbra unitamente all'indicazione di presentarsi al sacerdote secondo le disposizioni dell'antica legge. Da quel gesto salvifico di Gesù, ogni altro "malato" nel corpo e nello spirito potrà trovare nel Signore guarigione, salvezza e santificazione, anche quando mancasse la guarigione fisica. Anzi, la stessa malattia è chiamata a essere segno e via della croce e della pasqua di Gesù.


Il lebbroso è l'emarginato per eccellenza. Perfino il Levitico, contenente le leggi di Mosè e le prescrizioni per il popolo, al capitolo "lebbrosi" stabiliva che questi gridassero "Impuro! Impuro!" per impedire a chiunque di accostarsi. La lebbra è ripugnante perché sfigura e storpia. Coperti di stracci, anche sul volto, i lebbrosi si annunciavano con campanacci portati addosso. Un muro si frapponeva fra i sani e i colpiti (per molti anche colpevoli!) dalla lebbra. E Gesù? Trasgredendo la prescrizione, non solo si accosta, ma addirittura li tocca! La presenza di Gesù abbatte il muro di separazione.


Il lebbroso non era un maledetto da Dio. La Bibbia non lo dice. Gesù stesso per amore si fece come un lebbroso e un maledetto, condannato a morte infame. Lo aveva intravisto il profeta Isaia contemplando il servo di Iahvé: "Non ha apparenza né bellezza... disprezzato e reietto dagli uomini... come uno davanti al quale ci si copre la faccia... e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato".


La storia dice che sono stati quelli di Cristo ad occuparsi per primi dei lebbrosi. Fra i tanti esempi è ben conosciuto l'episodio con protagonista Francesco d'Assisi, giovane e pieno di vita. Mentre viveva ancora nel mondo, un giorno gli si parò innanzi un lebbroso: fece violenza a sè stesso, gli si avvicinò e lo baciò. Se lo fece non fu per auto-costrizione ma perché innamorato di Dio. Infatti lo fece con il cuore.


Gesù impone il silenzio al lebbroso perché non è coi segni straordinari che si conduce alla fede. Il vangelo si diffonde se c'è qualcuno disposto a salire su una croce. A guarire, prima ancora che il male dell'altro, devono essere i nostri occhi, capaci di riconoscere, in ogni altro, un fratello.


MERCOLEDI DELLE CENERI

Mercoledì 17 febbraio, con l’ austero e significativo rito delle Sante Ceneri, inizieremo con tutta la Chiesa il cammino della santa Quaresima : tempo di riscoperta del nostro Battesimo, tempo di ritorno a Dio e ai fratelli, nella docilità allo Spirito Santo.

Nella nostra Unità Pastorale Centro sono previste, in questa giornata, due celebrazioni parrocchiali dell’ Eucaristia : alle ore 18,30 in Cattedrale (presieduta dall’ Arcivescovo Piero) e sempre alle ore 18,30 presso la chiesa di S. Agostino. Alle ore 17,00, nella stessa chiesa di S. Agostino, si ritroveranno i bambini e i ragazzi dei vari gruppi di Catechismo per vivere insieme un momento di preghiera che prevede l’ascolto della Parola e l’imposizione delle Ceneri.

Ricordiamo che il mercoledì delle Ceneri è giorno di penitenza : la Chiesa ci chiede di ridurre i nostri pasti (digiuno) e di astenerci dalla carne e dai cibi ricercati (astinenza). L’ astinenza è prescritta anche in ogni venerdì di Quaresima.




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in collaborazione con Giacomo Palombi