DOMUS 11 APRILE 2021

II Domenica di Pasqua

Ottava di Pasqua – Domenica della Divina Misericordia

“…beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”

( Gv. 20, 29 )


L'incontro di Gesù risorto con Tommaso, il discepolo restio a credere nella risurrezione, sintetizza emblematicamente la complementarietà di vedere e credere. "Poiché mi hai veduto, tu hai creduto" (Gv 20, 29). Tommaso e gli altri testimoni oculari vedono e credono. Poi, in base alla loro testimonianza, credono tutti gli altri seguaci di Gesù: "Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola" (Gv 17, 20).

Gli altri credono senza vedere e sono beati ancora di più: "Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto" (Gv 20, 29). Beati, non perché la fede autentica debba essere senza la visione, ma perché credono come quelli che hanno visto. Il vedere credente dei primi attraverso la testimonianza della vita e della parola raggiunge gli altri, viene in qualche modo partecipato da loro nella fede, passa così di generazione in generazione per tutti i secoli. Anche Tommaso, per la testimonianza dei colleghi che già hanno incontrato il Risorto, avrebbe dovuto credere prima di vedere. Per questo, Gesù, mentre lo invita a guardare e a toccare le ferite, lo rimprovera benevolmente: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!" (Gv 20, 27).


Caravaggio rappresenta Gesù che, prendendo il polso, guida la mano destra di Tommaso a toccare la ferita del costato, fino a entrare con il dito indice sotto la pelle. Il Maestro, con misericordiosa condiscendenza, piega il capo verso il discepolo, gli dice qualcosa con le labbra socchiuse, delicatamente con la mano sinistra trae a sé il braccio destro di lui, mentre tiene scoperto il petto con la propria destra. Il discepolo raccoglie tutte le energie, per vincere la sorpresa e l'imbarazzo e concentrarsi sulla ferita e palparla: fissa lo sguardo, aggrotta la fronte, preme la mano sinistra sull'anca. Altri due discepoli, rappresentativi di tutto il gruppo, sono concentrati anch'essi sull'evento con gli sguardi attenti e le fronti corrugate.

Le quattro vigorose figure, tagliate a tre quarti della loro altezza, investite dalla luce calda che piove da sinistra in alto, emergono dalla densa oscurità dell'ambiente a formare un gruppo compatto, ellittico in senso orizzontale. Le teste si dispongono a quadrifoglio e tutti gli sguardi fissano il dito e la ferita. Si ha l'impressione di un movimento bloccato, come fosse un evento di luce, di rivelazione e di grazia sempre in atto. I discepoli hanno l'aspetto di popolani, segnati dalla durezza della vita con rughe vistose, unghie sporche e uno strappo del vestito.

I loro abiti, in contrasto con il candido lenzuolo di Gesù, sono intensamente colorati e contemporanei dell'epoca del pittore: suggeriscono che l'incontro con il Risorto avviene anche oggi e in ogni tempo. Noi oggi siamo interpellati dal realismo dell'incarnazione e della risurrezione e chiamati a condividere la fede di Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!"

(Gv 20, 28)

VIVE IN CRISTO

In questi giorni il Signore ha accolto nella sua Casa di luce e di pace ANGELINA OLIVA ROSATI. La nostra Comunità Cristiana si stringe con affetto, nella preghiera, ai suoi familiari


PRIMA COMUNIONE


Oggi, domenica 11 aprile, alle ore 16:00, in Cattedrale, un gruppo di fanciulli della nostra Unità Pastorale partecipa per la prima volta all’ Eucaristia. Domenica prossima, 18 aprile, un secondo gruppo vivrà la stessa esperienza. Accompagniamo i nostri bambini con l’ affetto e la preghiera.



PRESENTAZIONE DELL’ ENCICLICA ‘ FRATELLI TUTTI ‘


Venerdì 16 aprile, alle ore 21:00, in diretta sulle pagine Facebook della Caritas e

dell’ Azione Cattolica di Pesaro, avrà luogo un interessante incontro con il Card. Matteo M. Zuppi, Arcivescovo di Bologna, che presenterà la lettera enciclica di papa Francesco

‘ Fratelli tutti ‘.


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