DOMUS 07 FEBBRAIO 2021

V domenica del Tempo Ordinario

“Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano…” ( Mc.1,31)



MESSAGGIO DELLA DOMENICA

Gesù compie molte guarigioni di malattie. In Marco la prima è il risanamento della suocera di Pietro colpita dalla febbre. Un segno compiuto in un focolare domestico, nell'intimità della famiglia: il contatto con Gesù porta la guarigione e la salute, preannuncio della Risurrezione. L'affetto e la riconoscenza, poi, si mostrano nel servizio al Signore. All'inizio di una giornata-tipo di Gesù un "piccolo" miracolo. La logica degli uomini si sarebbe aspettato qualcosa di più sensazionale, impressionante, come una risurrezione ad esempio. Questo perché noi siamo abituati a pensare il miracolo come un segno di potere (la stessa logica di Satana nelle tentazioni). Per Gesù, invece, non conta il clamoroso; i suoi miracoli sono tutti segno della compassione e della misericordia; per questo ciò che conta è il messaggio contenuto nel segno e il suo significato è universale nel tempo e nei luoghi .

A poca distanza dalla Sinagoga di Cafarnao, dove Gesù ha liberato dal male un indemoniato, si trova la casa della suocera di Simone (che abitava invece a Betsaida). Questa casa diventerà in seguito la prima Chiesa della comunità locale. Mentre la Sinagoga è il luogo del rapporto con Dio, la casa è il luogo delle nostre relazioni quotidiane. Gli animali hanno le tane; gli uomini hanno le case ricche di relazioni, ma a volte anche di malattie e ferite. Gesù che si china sulla suocera di Pietro e sgrida la febbre, sembra una mamma; ma richiama anche il gesto che fa negli esorcismi e nella tempesta. L'ammalata si alza (è il verbo della risurrezione) e si mette a servirli, segno che è guarita.


Ognuno che si mette a servizio mostra di essere una persona in piedi, sana, guarita dalla sclerosi dell'egoismo. E ogni miracolo è un passaggio dalla morte alla vita perché ci mette al servizio gli uni degli altri. Non è finita la giornata di Gesù: dopo che di giorno aveva liberato un ossesso e guarita un'ammalata, anche la sera, al tramonto del sole, si trova davanti casa una marea di gente (tutta la città) e continua a operare salvando una moltitudine di malati e indemoniati. Solo all'alba sembra cercare quiete e si ritira nel deserto a pregare. Viene in mente il popolo di Dio nell'esodo: per quarant'anni ogni mattina gli ebrei uscivano dall'accampamento per raccogliere sulla superficie del deserto il pane per il cammino di quel giorno. Alla fine della sua prima giornata messianica, Gesù si ritira in preghiera, mentre è ancora notte. Lo farà sempre e altrettanto inviterà a fare, cercando un continuo dialogo con Dio. La preghiera non è uno strumento per ottenere qualcosa; è il modo per stare alla presenza di Dio.

VIVE IN CRISTO

Il Signore ha accolto nella sua Casa di luce e di pace ADELIA GIOMMI.

La nostra Comunità Cristiana si stringe con affetto, nella preghiera, ai suoi familiari.

GIORNATA DELLA VITA

Domenica 7 febbraio, celebriamo la 43a Giornata per la Vita. Il messaggio che i nostri Vescovi propongono quest’anno ha come tema conduttore: ‘ Libertà e vita ‘.

Affermano i nostri Pastori: “La pandemia ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie, portandoci a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita. Nelle settimane di forzato lockdown quante privazioni abbiamo sofferto, specie in termini di rapporti sociali! Nel contempo, quanta reciprocità abbiamo respirato, a riprova che la tutela della salute richiede l’impegno e la partecipazione di ciascuno; quanta cultura della prossimità, quanta vita donata per far fronte comune all’emergenza! (…)La Giornata per la Vita 2021 vuol essere un’occasione preziosa per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà non è il fine, ma lo “strumento” per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso”.

Come abbiamo già annunciato, alla S. Messa delle ore 11, 30, in Cattedrale, sono invitate le famiglie della nostra Unità Pastorale che recentemente hanno celebrato il Battesimo dei loro bambini e le mamme in attesa di una creatura : una bella e significativa occasione per ringraziare e lodare insieme il Signore per il dono della vita.

CELEBRAZIONE DELLA S. CRESIMA

Domenica 7 febbraio alle ore 16:00 in Cattedrale, avrà luogo la celebrazione dell’ Eucaristia durante la quale un secondo gruppo di adolescenti della nostra Unità Pastorale Centro riceve il dono dello Spirito Santo nel Sacramento della Confermazione.

Accompagniamo questi ragazzi e le loro famiglie con la preghiera.

GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Giovedì 11 febbraio, memoria liturgica della B. Vergine Maria di Lourdes, si celebra la 29a Giornata Mondiale del Malato. Tema di riflessione e di preghiera proposto da papa Francesco: ‘Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli ‘ ( Mt. 23,8 )

Afferma il Santo Padre nel suo messaggio :” Il tema di questa Giornata si ispira al brano evangelico in cui Gesù critica l’ipocrisia di coloro che dicono ma non fanno (cfr Mt 23,1-12). Quando si riduce la fede a sterili esercizi verbali, senza coinvolgersi nella storia e nelle necessità dell’altro, allora viene meno la coerenza tra il credo professato e il vissuto reale.

Il rischio è grave; per questo Gesù usa espressioni forti, per mettere in guardia dal pericolo di scivolare nell’idolatria di sé stessi, e afferma: «Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli» (v. 8).La critica che Gesù rivolge a coloro che «dicono e non fanno» (v. 3) è salutare sempre e per tutti, perché nessuno è immune dal male dell’ipocrisia, un male molto grave, che produce l’effetto di impedirci di fiorire come figli dell’unico Padre, chiamati a vivere una fraternità universale. Davanti alla condizione di bisogno del fratello e della sorella, Gesù offre un modello di comportamento del tutto opposto all’ipocrisia. Propone di fermarsi, ascoltare, stabilire una relazione diretta e personale con l’altro, sentire empatia e commozione per lui o per lei, lasciarsi coinvolgere dalla sua sofferenza fino a farsene carico nel servizio (cfr Lc 10,30-35) “.

La celebrazione diocesana della Giornata avrà luogo presso la Cattedrale, con questo programma: ore 18, 00 – S. Rosario / ore 18, 30 – S. Messa presieduta dall’ Arcivescovo, con i malati, gli operatori sanitari e i volontari.


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in collaborazione con Giacomo Palombi